lunedì 28 novembre 2016

Le mura del Quartiere Castello

Il vecchio Bastione di Saint Remy

A partire dal 1215 la Repubblica di Pisa si insedia sul colle che tutt'oggi domina e caratterizza il paesaggio di Cagliari e imposta la trama urbanistica sulla quale prenderà forma il quartiere Castello.

Secondo metodi di tracciamento, consolidati nella pratica progettuale duecentesca, il nucleo medievale del quartiere prende forma impostandosi su tre strade parallele e, contestualmente allo sviluppo dell'insediamento, la linea difensiva viene disegnata in appoggio alla morfologia dei luoghi seguendo un percorso che accompagna l'andamento della roccia.

L'accesso al Castello doveva essere consentito da tre sole porte, una posta a Sud, una a Nord e una a Ovest, ed era probabile che fossero rettangolari, sporgenti dalle mura, e sormontate da una torre, la cui presenza rendeva possibile la difesa dall'alto.
Via Cammino Nuovo e Torre dell'Elefante
Il perimetro che modellava la forma dell'insediamento consisteva invece in una successione di torri, collegate da alte cortine rettilinee che si possono osservare ancora oggi, anche se solo parzialmente, all'interno del paesaggio urbano ed in particolare nel settore orientale della borgata.

La prima linea duecentesca vede infatti, agli inizi del Trecento, un mutamento mirato al potenziamento delle difese che si
concretizza con la realizzazione delle tre nuove torri (di San Pancrazio, del Leone, dell'Elefante) costruite a difesa degli accessi alla città e degli odierni quartieri Marina, Stampace e Villanova.

Un'ulteriore crescita si realizzerà poi anche in periodo aragonese con la costruzione tre-quattrocentesca dei torrioni circolari nel settore ovest del quartiere.
Torre Tedeschina Oggi
Inoltre, attraverso l'utilizzo di forme pentagonali che continuano a seguire la morfologia dei luoghi, l'impiego di cortine ripiegate (Santa Chiara), di tenaglie (San Pancrazio), e ancora più tardi, in epoca piemontese, anche con l'integrazione di bassifianchi e controguardie, il paesaggio urbano di Cagliari alla fine del Settecento dimostra di avere un'architettura militare di assoluto valore. La grandiosità di questa opera fortificata viene comprovata, nei secoli più tardi, anche dalla scoperta di altri elementi funzionali dotati di passaggi interni di collegamento tra i diversi livelli, da sistemi di uscita verso fossati e strade coperte, anch'esse parte integrante del sistema del baluardo. Ancora oggi l'insieme di tutte queste costruzioni rappresenta in maniera indiscussa una testimonianza materiale di oltre cinquecento anni di straordinaria architettura militare, sebbene, già dai primi anni dell'Ottocento, le fortificazioni cominciarono a perdere il loro carattere di chiusura della città, e si diede l'avvio ad importanti trasformazioni e riconversioni ad uso civile delle pertinenze murarie, oltre che a opere di abbellimento delle porte urbane con pesanti riqualificazioni che cambiarono definitivamente il volto delle primitive fortificazioni. Durante tutto il XIX secolo infatti, anche a Cagliari i piani di rinnovamento urbano, seguiti alla dismissione della città da piazzaforte militare, hanno portato alla demolizione di molti tratti delle mura urbane o alla loro trasformazione in moderni "passeggi".
Torre del Leone 

Si sa per certo che, anticamente, la cinta muraria del quartiere Castello doveva essere difesa da 24 torri, anche se oggi però, della maggior parte se ne ignora la posizione o addirittura il nome esatto. E benché non ci siano più tracce delle torri, è impossibile affermare che i pisani, ottimi costruttori di fortezze, negli ottanta anni di loro residenza nel Castello possano aver dimenticato di proteggere alcuni tratti della cinta muraria.

In ogni caso le torri erano costruite esternamente alle antiche cinta murarie e, ad ulteriore difesa delle porte di accesso al Castello, erano stati costruiti anche degli anti murali (chiamati anche barbacani) che si sviluppavano davanti alle porte e si univano alle cortine laterali, all'interno delle quali era racchiusa la vasta corte.
Ai piedi delle cinta murarie, tra queste e le case d'abitazione, scorreva una lunghissima strada che veniva tenuta libera per consentire ai difensori del Castello, in caso di assedio, di raggiungere immediatamente i posti di combattimento percorrendo il cammino di ronda delle cortine delle torri. Il cammino di ronda passava anche dietro le torri, dal lato esterno, e questo rendeva possibile un rapido spostamento dei difensori verso le mura minacciate, oltre che una agevole ispezione lungo tutta la cinta in tempo di pace.
Torre di San Pancrazio
Le torri del fronte nord e del fronte sud erano distanti l'una dall'altra poco meno di trenta metri; quelle del fronte occidentale tra la Porta Ovest e il Fosso di San Guglielmo circa quarantacinque. Erano disposte a distanza uguali per garantire un'efficace difesa a tutte le cortine, mentre, all'interno della cinta muraria si svolgeva la vita della città. All'interno del Castello oltre ai castellani, ai funzionari, alle milizie e all'arcivescovado erano infatti presenti anche associazioni mercantili e di mestiere.

Il Castello e la zona portuale (la Bagnara e poi La Pola) erano invece collegati da un lungo e tortuoso sentiero corrente lungo la costa del colle, oggi corrispondente al tratto superiore della via Giuseppe Manno e dalla via Barcellona.

Nel XV secolo si diffuse l'uso di nuovi strumenti di guerra che rivoluzionarono totalmente i metodi di attacchi e di difesa della città. Comparvero così, anche in Sardegna, le moderne artiglierie: prima le bombarde e poi, nel 1494, le prime bocche di fuoco.
Le mura di una fortezza per resistere efficacemente al fuoco dei cannoni dovevano essere più basse e più spesse, in modo da assorbire meglio i colpi.
Bastione di Santa Croce
Di conseguenza, anche le alte torri trecentesche presenti a Cagliari vennero sostituite dai torrioni più bassi e circolari, e questi ultimi divennero il perno dell'architettura militare per i secoli successivi.

Alla metà del XV secolo, quando in Italia si stavano adeguando le fortificazioni alle nuove esigenze difensive, Cagliari aveva ancora mira tradizionali, e fu solo all'inizio del XVI secolo che anche le cinta murarie vennero rinforzata con alcuni baluardi.

Il viceré Dusay (1491-1507) progettò cinque baluardi: il primo, ancora oggi chiamato baluardo del Dusay sul costone roccioso di fronte alla torre di San Pancrazio, il secondo sotto la basilica di Santa Croce, e i restanti tre nei siti dove in seguito sorgeranno i bastioni del Balice, di Santa Caterina e dello Sperone (l'attuale Bastione di Saint Remy).

Torre Passerina
Nel 1541 il viceré Antonio De Cadorna fece invece costruire una cortina rettilinea a nord della Torre dell'Elefante, chiamata Terrapieno del Cardona, mentre si deve all'ingegnere Rocco Cappellino il riassetto difensivo successivo degli anni 1552-1571. In pratica sono le terrazze, successivamente ristrutturate e abbellite, che sono giunte fino a noi.
Il Cappellino modificò e realizzò anche gli attuali bastioni dello Sperone e del Balice, di Santa Croce, della Concezione, della Tenaglia di San Pancrazio (che oggi ingloba la Cittadella dei Musei), nonché le mura di contenimento della Porta dei Leoni e della Fossa di San Guglielmo.

Alla fine del XVIII secolo parte delle cinta murarie poste a oriente della rocca non esistevano già più. Nel 1622, nei pressi della torre di San Pancrazio fu abbattuto un lungo tratto di cortina muraria per consentire la costruzione del Collegio dei Nobili, ma sopravviveva invece la torre di Santa Lucia, con parte della cortina incorporata nell'omonima chiesa del 1539, mentre i baluardi cittadini restarono inalterati fino alla seconda metà del XIX secolo, quando la città smise la caratteristica di piazzaforte.
Torre di Santa Lucia

Nel 1866 fu emanato il Regio Decreto che cancellò Cagliari dalle piazzeforti d'Italia. In quello stesso anno si registrarono le aperture dei "varchi" che misero in comunicazione la città fortificata con il territorio circostante. Risalgono infatti a quel periodo anche le scalette di Santa Chiara che misero in comunicazione il quartiere di Stampace con quello di Castello.

La cinta muraria del quartiere cagliaritano più antico, che era intercalata da 24 torri e che si estendeva per circa 1640 metri, oggi conserva solo alcune di queste costruzioni e, oltre ai bastioni, seppure in linea con i tempi, e alle torri di San Pancrazio e dell'Elefante, tutte le altre strutture sono state inglobate all'interno di edifici più recenti, oppure demolite.

La Torre Passerina, con la sua gemella Tedeschina, chiudeva il fronte nord del quartiere Castello. Oggi è visitabile, solo in parte, con ingresso in piazza Arsenale, sul lato del Palazzo delle Seziate, e nel viale Buoncammino, sulla sinistra, svoltando da Porta Cristina.
Torre Franca
A pianta semicircolare, ha oltre 9 metri di diametro e altrettanto di altezza residua.
Al pari di altre torri, il lato interno era aperto con i soppalchi lignei a vista, mentre il piano superiore, in continuità con la cortina muraria, doveva presentare un coronamento di merlature. Nel XVI secolo divenne torre delle munizioni e, per le mutate esigenze difensive, venne abbassata e in parte incorporata nel Bastione della Concezione. Nel 1575 una cortina la unì alla Porta dei Cappuccini (presso l'attuale Porta Cristina) dando origine a quella che sarebbe diventata poi Piazza Arsenale. Verso la fine del XVII secolo, nello spazio sino ad allora occupato dalla cortina muraria che la univa alla Torre di San Pancrazio, venne costruito il Palazzo delle Seziate, il quale sopraelevato di un piano nel 1840, finì per inglobarla completamente.
Grazie agli ultimi restauri avvenuti negli anni Ottanta del 1900, oggi è possibile accedere all'interno della cortina delle Seziate per ammirare l'integro parametro murario della torre.
Porta D'Apremont prima della demolizione
La Torre de Fores, rinvenuta nel 2013 sul lato meridionale del Bastione di Santa Croce, accanto alle fortificazioni spagnole a ridosso del Ghetto, è collocata a circa 9,5 metri sotto il piano stradale. La torre circolare, apparentemente molto piccola, secondo gli studiosi è coerente con un muro giudicato medievale e si tratterebbe di una struttura di epoca aragonese, poiché molto simile alla torre Tedeschina. Oggi non è più visibile poiché interrata sotto diverse stratificazioni di terra. 

Posta su un costone roccioso che sovrasta l'attuale viale Regina Elena, e ben visibile dalla passeggiata del Terrapieno, la Torre di Santa Lucia si delinea, col suo bel paramento in pietre squadrate, dalle uniformi mura orientali e dalla lunga teoria di case di Castello.
Fu costruita insieme alla cinta muraria della città nel periodo a cavallo tra il XIII e il XIV dove, nei pressi, sorsero anche un ospedale e la chiesa di Santa Lucia. Nel 1539 le monache Clarisse ingrandirono la chiesa inglobando un tratto delle mura medievali trasformando l'ospedale in monastero, mentre quasi un secolo e mezzo più tardi le stesse monache ebbero la licenza di tagliare un pezzo della torretta pisana prospiciente Villanova per allungare la loro sacrestia.
La torre di Santa Lucia è l'unica torre medievale a pianta quadrangolare ancora esistente. In origine doveva avere una sagoma semicircolare, come le due torri superstiti della Passerina e della Tedeschina, poiché alla sua base si notano ancora i resti della fondazione di una struttura cilindrica. Probabilmente fu ricostruita in età aragonese visto che il taglio e la posa primitiva dei conci squadrati ricordano il sistema costruttivo delle torri pisane del Castello di San Michele in Cagliari.
La torre ha pianta quadrangolare con un fronte di 5 metri ed un'altezza residua di circa 12 metri. Scomparsa la merlatura e parte del suo fianco sinistro, all'interno del locale, dietro un armadio, si apre ancora uno sportellino nel muro nel quale è possibile accedere ad una cisterna, probabilmente il famoso Pozzo di Santa Lucia.

La Torre Mordente oggi ospita il Libarium Nostrum, un locale che, oltre a tre delle stanze della vecchia torre pisana, occupa anche una parte della terrazza del bastione di Santa Croce.

Della Torre Tedeschina (Tudesquina), posta in quella che oggi è diventata via Fiume, si può vedere solo la parte superstite esterna. E' chiamata così poiché era presidiata dai mercenari tedeschi.

La Torre del Leone infine, venne edificata nel 1322, quindi, a dispetto di false memorie storiografiche, più tarda rispetto a quelle di San Pancrazio e dell'Elefante. La torre, erroneamente chiamata dell'Aquila, non fu mai completata. Non molto elevata e dotata di mura non particolarmente robuste, perse molto presto la propria funzione difensiva del versante meridionale del Castello a causa dei materiali impiegati per la sua costruzione. Nel corso del tempo divenne sede dell'amministratore generale del regno, magazzino di artiglieria, e perfino osservatorio astronomico e geodetico.
Gravemente danneggiata da un incendio nel 1781, nel 1840 fu completamente inglobata nell'adiacente palazzo Boyl.
La Torre del Leone, che non è visitabile, non ha comunque perso la sua funzione di ingresso al Castello, e tuttora sovrasta ancora il Portico delle Grazie, il suggestivo passaggio voltato a botte situato tra le vie De Candia e La Marmora.
Vecchio Bastione di Saint Remy 


1- Bastione dello Sperone
2- Porta dei Due Leoni
3- Torre del Leone
4- Cortina di Porta Castello
5- Bastione del Balice
6- Basso Fianco del Bastione del Balice
7- Cortina della Porta del Balice
8- Torre dell'Elefante
9- Terrapieno del Cardona
10- Cortina di Santa Chiara
11- Basso Fianco del Bastione di Santa Croce
12- Contro-Guardia di Santa Croce
13- Bastione Santa Croce
14- Cortina di San Guglielmo
15- Farla Braga e Tenaglia della Concezione
16- Bastione della Concezione
17- Tenaglione della Concezione
18- Bastione di San Filippo
19- Rivellino di Porta Reale
20- Cortina di Porta Reale
21- Strada Coperta dell'Opera a Corno
22- Fosso
23- Bastione del Beato Emanuele
24- Strada Coperta e Fosso
25- Tenaglia di S. Pancrazio
26- Basso Fianco dei Cappuccini
27- Baluardo del Viceré Dusay
28- Torre di San Pancrazio e Antemurale
29- Torre Passarina
30- Torre Tedesquina
31- Bastione del Beato Amedeo
32- Cortina di San Pancrazio
33- Rivellino di San Pancrazio
34- Bastione di San Carlo
35- Cortina Santa Lucia
36- Rivellino di Santa Lucia
37- Bastione del Regio Palazzo
38- Bastione del Viceré d'Aragall
39- Cortina di Santa Caterina
40- Rivellino di Santa Caterina
41- Basso Fianco Settentrionale della Zecca
42- Bastione di Santa Caterina
43- Bastione della Zecca
44- Basso Fianco Meridionale della Zecca

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