lunedì 9 gennaio 2017

Il Quartiere Marina - introduzione

Darsena, via Roma

Affacciato sul mare, sin dalle primissime origini che si fanno risalire al periodo punico, il quartiere della Marina ha sempre avuto una storia importante nell'economia della città di Cagliari.

Durante il periodo romano, con il nome di Bagnaria, il quartiere conobbe una frenetica attività commerciale e, considerando lo sviluppo degli assi viari, si è ipotizzato che la struttura a griglia del quartiere derivi direttamente dall'eredità di un castrum romano, ovvero dalla zona dove anticamente erano acquartierati i legionari dell'antica Roma.

Via Manno
Come le altre zone della città, anche la Marina subì devastazioni e distruzioni, soprattutto nel medioevo, anche se non venne mai abbandonata del tutto.
Dal 1216 i pisani ne fecero il loro sbocco naturale al mare, e poi dalla metà del '200, vi si stabilirono i profughi di Santa Igia, la capitale giudicale da poco rasa al suolo.

In epoca aragonese la linea marittima di allora raggiungeva il lato porticato dell'attuale via Roma, mentre la laguna, decisamente più estesa, raggiungeva l'attuale stazione delle ferrovie. In questi secoli il quartiere cambia il nome in Lapola (Leapolis), e assume sempre più la caratteristica di zona mercantile, riscoprendo in effetti quello che era stato il suo ruolo già nel periodo fenicio e poi romano.

Qui si stoccavano le merci, in entrata e in uscita, si trovavano fondachi e magazzini, si accoglievano le navi in arrivo, si procedeva alla vendita dei prodotti dell'interno e all'acquisto di quelli di importazione. Era qui che aveva sede il mercato degli schiavi e sempre qui posero dimora alcune delle famiglie più attive nella mercatura.
Palazzata, Via Roma

Ma immaginate Cagliari protesa sul mare con un lungo pontile di legno e tanti pali affilati che dalla zona dell'attuale via Roma, si protendevano tra le onde. Quando all'orizzonte spuntavano le navi, c'era chi dava l'allerta e anche chi poteva decidere se farle attraccare o bloccarle tra i flutti, davanti alla porta della città di pietra. I cattivi sarebbero stati cannoneggiati, e se sbadati, si sarebbero incagliati finendo sui pali acuminati, imbarcando acqua. Perché quei pali erano capaci di sfondare la chiglia delle imbarcazioni.
Via Napoli
La storia ci insegna che a partire dal XIV secolo, e per i tre secoli successivi, una doppia fila di pali incatramati e collegati gli uni agli altri chiudeva il porto di Cagliari lasciando libera, nell'arco delle giornate, solo una modesta apertura. Questa specie di corridoio veniva chiuso tutte le notti con una robusta catena di ferro posizionata da una barca catenaria. La catena, secondo testimonianze del passato, veniva legata tra le ultime due file di pali e più avanti nel tempo, sulla porta del molo retrostante, c'era chi (unitamente all'equipaggio a bordo della barca) faceva la guardia notturna. Persone armate dalla testa ai piedi, magari anche soggetta ai malanni stagionali data l'esposizione con l'aria umida e salmastra di questo angolo di città.

Lapola era dunque un ingegnoso sistema che, ideato oltre che per evitare accessi non autorizzati alla città di allora, disponeva di un molo dotato di una puleggia (pola) che veniva utilizzata per il carico e scarico delle merci. Da ciò deriverebbe il nome dell'intero quartiere retrostante, quello de Lappola, Sa Pola, e tutte le sue varianti, fino ad arrivare a la Marina come lo conosciamo oggi.

Il Quartiere Marina
In epoca spagnola sorsero palazzotti e costruzioni di un certo pregio, finanziati da uomini che fecero fortuna con i traffici.
Sempre alla Marina si stabilirono colonie di forestieri, contribuendo a dare al luogo un'aria cosmopolita. Genovesi, Siciliani, Provenzali, Napoletani, Marsigliesi, Maiorchini, Catalani, ognuno con la sua chiesa di riferimento e con le proprie tradizioni (il canonico Giovanni Spano ne conta addirittura 12!).

Le sue mura furono abbattute solo alla fine del 1800 e la città di Cagliari assorbì completamente il quartiere, non cancellando però il suo tipico tracciato storico.

Ancora oggi, al visitatore attento, sono visibili molti segni del passato, e il suo tracciato, nonostante gli apporti di nuove costruzioni, rimane quello di impronta catalana con strade strette, dove il sole fatica ad entrare, e piccole piazze, per sfruttare al meglio gli spazi a disposizione.
A metà tra borgo di mare e luogo di conservazione della memoria storica, la Marina offre più di uno scorcio di interesse, anche perché proprio in questi budelli è possibile scoprire ristoranti, locande, e locali che offrono al visitatore piatti tipici e intrattenimento.
Via Roma
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