martedì 20 giugno 2017

Via Roma: la grande strada lungo il mare

La lunga Palizzata della via Roma

La via Roma come la si vede oggi viene concepita durante la seconda metà del XIX secolo, ma la sua storia inizia molto tempo prima, e presumibilmente intorno al 1400, dietro le mura che costeggiavano il porto e dove, nascoste dalle alte muraglie e a queste parallele, scorrevano il carrer del Las Adoberias (o strada delle Conce, fra il Largo Carlo Felice e la via Napoli) e il carrer de l'Ostal Nou poi divenuta strada San Francesco del Molo (fra via Barcellona e la Darsena), che confluivano nella centrale plaza del Mollet (la piazza del Molo).

Palazzo La Rinascente
Le due strade, strette e claustrofobiche, erano entrambe dedite al commercio, e se la strada delle Conce era conosciuta per i conciatori di pellame che provenivano da tutta l'isola, e che riuniva calzolai, pellicciai, sellai, fabbricanti di fodere per spade, guantai e naturalmente i conciatori, nella strada di San Francesco del Molo funzionava invece qualche osteria, alcune botole e caffè, e proprio qua, sopra le rovine di una chiesetta dedicata a Santa Teresa nacque anche la chiesa di San Francesco del Molo, che comprendeva anche un edificio adiacente che diventerà il loro convento, e che prenderà poi il nome di San Francesco di Paola.

Portici via Roma
Quando Cagliari smise di essere una piazzaforte militare si incominciò però a sentire il bisogno di aprire la città verso il mare, le mura infatti chiudevano la vista sul porto e sul golfo, e la distesa azzurra che era a un passo, dava in questo modo la sensazione di essere lontanissima.

Nel 1858 si iniziò a progettare una radicale riorganizzazione dell'area e, tra il 1865 e il 1880, pian piano se ne andarono il bastione di Sant'Agostino, quello del Molo, il fortino di Castel Rodrigo e il bastione del Jesus; poi nel decennio successivo sparirono anche la porta del Molo e tutte le casette che intanto si erano appoggiate ai bastioni, nel frattempo occupate da famiglie di operai e da gente di mare.

Un'altra immagine della lunga Palizzata
Il risultato dell'abbattimento delle mura fu però desolante, poiché, levata la corazza, le due vie apparivano nude e penose, delimitate da una fitta schiera di casette e casupole per lo più a un piano, diseguali e fatiscenti. Insomma un limite per la città che non rappresentava un buon biglietto da visita da vedere per chi arrivava da lontano.

Così, i conciatori vennero cacciati e trasferiti altrove mentre rimasero i caffè e le trattorie.

Vennero preparati dei progetti e si analizzarono proposte finché non si trovò l'accordo per la realizzazione di un fronte mare completamente nuovo e degno di una città moderna, che prevedeva la creazione di una raccordo stradale prima in terra battuta e successivamente lastricato, arricchito inoltre da palazzi e costruzioni di pregio con grandi portici.
Localini sotto i portici 
Dapprima, appena abbozzata, la via Roma con il passare del tempo assume progressivamente il suo disegno definitivo.

L'area è dotata di fanali a gas e, parallelamente al fronte delle case, viene realizzata un'ampia zona verde adibita a passeggiata. Le vecchie costruzioni fatiscenti che si affacciano sulla via pian piano spariscono e al loro posto cominciano finalmente a sorgere gli eleganti palazzi caratterizzati dai portici.

Ai primi del Novecento, all'angolo con il largo Carlo Felice, un negozietto, forse di dolciumi, anticipava La Rinascente. Al suo fianco una scritta sul muro sopra un modesto ingresso avvertiva che funzionavano le Tranvie del Campidano, e quello era l'ufficio del Capostazione e del Telegrafo.
Palazzo del Consiglio Regionale

Nel 1906, al loro posto nasceva invece "Su Baracconi", il primo vero cinema di Cagliari, chiamato in questo modo poiché realizzato su una struttura in legno.
La costruzione era una vera sala cinematografica e per parecchi anni rappresentò un centro di attrazione per tutti i cagliaritani.
Quando dopo pochi mesi il Cinema Reale (come veniva definito) venne ceduto a tre fratelli napoletani, prese il nome di "Cinema Iris" e continuò ad accogliere file di cinefili fino al 1926 quando chiuse per far posto all'attuale  palazzo de La Rinascente.

La Rinascente oggi è un po' l'anello di congiunzione tra il largo Carlo Felice e la via Roma  e se la si guarda con gli occhi di chi arriva a Cagliari dal mare, il palazzo pare sia stato messo lì di proposito per dare inizio alla famosa Palazzata che oggi rappresenta uno dei biglietti da visita del capoluogo della Regione Sarda.
Palizzata via Roma
Negli anni Trenta l'insediamento di questa importante azienda italiana viene considerato un fatto di altissima rilevanza per la città di Cagliari, non a caso alla cerimonia inaugurale, nel 1931, parteciparono anche il presidente della società, il senatore Borletti, e tutto lo staff dirigenziale, venuti appositamente in aereo da Roma.
Il palazzo, che nasce come esercizio commerciale, riprende particolari caratteristiche storiche del passato visibili nella parte ornamentale della facciata, e si presenta con due affacci molto importanti oltre che molto diversi, sul largo Carlo Felice e sulla via Roma.
Chiesa san Francesco di Paola
Il piano terra ospitava un cinema e tramite degli scaloni monumentali dotati di robuste ringhiere in ferro battuto si accedeva al negozio vero e proprio, fino a giungere in cima, dove l'ultimo piano ospitava l'albergo Miramare, poi trasferito al numero 59.
Negli anni Ottanta fu completamente sventrato e, per questioni commerciali vennero ricavati più piani rispetto a quelli che erano in origine.

All'inizio del Novecento la via Roma ha già acquistato un'impronta signorile e una precisa fisionomia. Fin dal 1895 infatti si assiste al sorgere di eleganti palazzi, tra cui lo Zamberletti fiancheggiato da un grazioso giardino. L'edificio verrà poi sostituito da palazzo INA.

Con l'avvento dell'elettricità, arrivata a Cagliari nel 1913, i fanali a gas vengono gradualmente sostituiti con apparecchi d'illuminazione stradale più moderni, e i tram elettrici prendono il posto di quelli a vapore.

Negli anni Venti, il porticato di via Roma è ancora incompleto e accanto ai nuovi edifici compare qualche modesto fabbricato dei tempi andati.
Sotto i portici

Con la progressiva costruzione dei palazzi nacque la grande arteria cittadina e poiché si trattava di costruzioni importanti realizzate in stile Liberty, ebbero tutti il nome del loro proprietario.
Partendo dal palazzo de La Rinascente, di fianco si trova palazzo Magnini (primi anni del Novecento), palazzo Putzu-Spano, palazzo Garzia-Vivanet (1894-1895), palazzo Leone-Manca (sede anche del cinema Olympia, 1924-1925), palazzo Devoto (1929-1932), palazzo Fercia-Pisano (tra la via Concezione e via Lepanto, 1932-1951, sorse in più tempi), palazzo Vascellari-Beretta e Puxeddu, quindi il palazzo della Regione Sardegna (1988), che ha in parte alterato la fisionomia lineare del lungo prospetto architettonico che caratterizza la via, palazzo Ravenna, e infine palazzo INA, edificato negli anni Cinquanta al posto di palazzo Zamberletti.

Portici palazzo INA
Nel 1932 anche la chiesa di San Francesco di Paola subisce grosse modifiche. Viene infatti eliminato il vecchio prospetto seicentesco a forma di lucerna di carabiniere e sostituito da uno nuovo dodici metri più avanti, allungando così il tempio e dotandolo di porticati e di una nuova facciata, per allinearla agli altri palazzi.

Alla fine degli anni Trenta la via Roma raggiunge un assetto quasi definitivo e inizia a rappresentare il salotto buono della città.

Si arricchisce di negozi e di bar, e i portici che offrono anche riparo dal sole o dalle intemperie sono abbelliti da prestigiosi luoghi di ritrovo.
Ad attrarre la gente, la vicinanza del mare, la bellissima e imponente Palazzata che si è venuta a formare nei decenni e la piacevole passeggiata lungo il porto, ombreggiata dai ficus retusa che prendono il posto dei pioppi.

Siamo alla vigilia della Seconda Guerra mondiale.
Palazzo INA

Proprio a causa del suo strettissimo legame con il porto infatti, durante il conflitto, via Roma e i suoi palazzi, benché dotati di ostacoli paraschegge, subiscono pesanti bombardamenti.
Ma dopo la guerra, grazie alla ricostruzione post bellica, la via Roma ritorna al precedente splendore, e solo la passeggiata a mare è oggetto di un sostanziale mutamento: palme invece dei ficus scomparsi durante le incursioni nemiche.

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, via Roma è ormai a tutti gli effetti la principale arteria cittadina: è molto trafficata da pedoni e automobili, e gli autobus, dopo i filobus, hanno sostituito i tram.

Per una città provinciale come Cagliari, che ha sempre condotto ritmi abbastanza tranquilli, chiusa poi com'era tra possenti mura fino alla metà del 1800, l'apertura del boulevard di via Roma fu un evento che cambiò radicalmente il concetto urbanistico dei suoi abitanti.
La visita ai caffè alla moda, gli acquisti nei negozi con luccicanti vetrine, la passeggiata sotto i portici diventa un tratto inconfondibile della Passillara Cagliaritana.
Via Roma


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